Non si può essere infelice quando si ha questo

virgolette aperte
Hélène entrava in mare e le sembrava che l’acqua salata che le scorreva sul corpo cancellasse la fatica delle notti insonni. Si sdraiava sul dorso, a filo d’acqua, guardava ridendo il cielo sopra di lei e pensava, riconoscente, che non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento. Si sentiva sciocca nel provare un piacere così perfetto in un modo così innocente. La vita continuava, insensata e rapida, come una corsa incessante e vana verso una meta invisibile.

Non si può essere infelice quando si ha questoLa sensazione più bella che abbia mai provato, e nella quale mi rifugio ogni volta che posso, è quella che sento quando sono completamente circondata dall’acqua. Immersa in una piscina o nel mare. In casi estremi anche una vasca può essere utile. È un senso di leggerezza, in acqua non peso, nessuno mi sente e anch’io percepisco in modo ovattato ciò che mi circonda.

C’è chi cerca la propria pace nella vetta di una montagna, chi tra le braccia di una persona cara. Qualcuno una volta mi ha confidato di riuscire a riposare la mente solo quando ascolta Mozart. Credo sia fondamentale trovare il proprio punto di rilassamento, la propria valvola di sfogo. Riuscire a conoscerci quel tanto da sapere cosa ci fa stare bene, e come procurarcelo.

Ogni tanto penso che mi piacerebbe portare in questo mio spazio sicuro qualcun altro, una persona che mi piace o alla quale voglio piacere. Poi però mi scopro un po’ gelosa di qualcosa che finora è stato solo mio e che mi fa stare così bene, e continuo a tenerlo per me. Non so se arrivati lì c’è posto per qualcun altro oltre a me.

Se non resisti alla curiosità e vuoi leggere il libro che ha ispirato questo post segui il link!

Titolo: Il vino della solitudine
Autore: Irène Némirovsky 
Casa editrice: Adelphi
Anno: 2013
Genere: Narrativa

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